"Il mondo di ieri" (Stefan Zweig)
- Ariane Bilheran

- 17 mag 2021
- Tempo di lettura: 2 min
"Abbiamo goduto di maggiori libertà pubbliche rispetto alla generazione attuale" (quella del primo dopoguerra), "sottoposta al servizio militare, al servizio lavorativo, in molti paesi a un’ideologia di massa, e in tutti loro, in realtà, reso indifeso" all’arbitrarietà di una stupida politica mondiale. Potremo dedicarci alla nostra arte, alle nostre inclinazioni spirituali, al perfezionamento della nostra vita interiore, in modo più personale e individuale, con meno disturbo. Per noi era possibile un’esistenza cosmopolita, il mondo intero era aperto per noi. Potevamo viaggiare senza passaporto né visto dove volevamo, nessuno esaminava le nostre opinioni, la nostra origine, la nostra razza o la nostra religione.

E, in effetti, forse nulla rende più palpabile l’enorme regressione in cui è entrata l’umanità a partire dalla Prima Guerra Mondiale delle restrizioni imposte alla libertà di movimento degli uomini e alle loro libertà. Prima del 1914 la Terra apparteneva a tutti i suoi abitanti. Ognuno andava dove voleva e restava lì tutto il tempo che voleva. Non c'erano permessi, né autorizzazioni, e mi diverte sempre vedere lo stupore dei giovani quando racconto loro che prima del 1914 viaggiavo per l'India e l'America senza passaporto e non ne avevo mai visto uno. Salivi e scendevi dal treno senza chiedere niente, senza che ti chiedessero niente, non dovevi compilare nemmeno uno di quelle centinaia di documenti che oggi servono. Non c'erano permessi, né visti, né seccature; Quegli stessi confini, che con i loro doganieri, le loro polizie, i loro posti di gendarmeria, si sono oggi trasformati in una rete di filo spinato a causa della sfiducia patologica di tutti verso tutti, non erano altro che linee simboliche che venivano valicate con tanta l’indifferenza come meridiano di Greenwich.
Solo dopo la guerra il mondo fu sconvolto dal nazionalsocialismo, e il primo fenomeno generato da questa epidemia spirituale del nostro secolo fu la xenofobia: l’odio o, almeno, la paura dell’altro. Ovunque lo straniero era difeso, ovunque era escluso. Tutte le umiliazioni che prima erano state inventate esclusivamente contro i criminali ora venivano inflitte a tutti i viaggiatori prima e durante il viaggio. Dovevi fare una foto da destra a sinistra, di profilo e di fronte, tagliarti i capelli abbastanza corti in modo che si vedesse l'orecchio, dovevi lasciare le impronte digitali, prima solo il pollice, poi tutte e dieci le dita, anche tu dovevi presentare certificati: sanitario, di vaccinazione, di polizia, di buona condotta, di raccomandazione, dovevi poter presentare inviti e indirizzi di parenti, dovevi dare garanzie morali e finanziarie, compilare moduli e firmarli in tre o quattro copie, e se mancava anche un solo foglio di questo mucchio di carte, eri perduto.
Stefan Zweig, Il mondo di ieri. Memorie di un europeo, Le Livre de Poche.










Commenti